TI SENTI POVERO O RICCO?

«Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore» (Matteo 6 verso 21). 

Si racconta che un giorno un capo famiglia, molto ricco, portò il figlio a fare un viaggio nella campagna del suo paese, per mostrargli come vivono le persone povere. Passarono due giorni e due notti nella casa di una famiglia considerata molto povera. Quando ritornarono dal viaggio, il padre chiese al figlio: «Com’è stato il viaggio? Come lo hai trovato?» «E’ stato bello papà!» Rispose il figlio! «Ma come?» rispose il padre con un atteggiamento di stupore. «Hai visto come vivono le persone povere?» Ma il figlio con convinzione rispose: «Ho visto che noi abbiamo un cane e che loro ne hanno quattro. Noi abbiamo una piscina che arriva fino a metà del nostro giardino e loro hanno un fiume che non ha fine. Noi abbiamo lanterne nel giardino e loro hanno le stelle della notte. La nostra proprietà arriva fino al terreno di fronte e loro hanno un intero orizzonte. Noi abbiamo un piccolo pezzo di terra per viverci e loro hanno interi campi infiniti. Noi abbiamo impiegati che ci servono, ma loro servono gli altri. Noi compriamo il nostro cibo ma loro coltivano quello che mangiano. Tutto questo è meraviglioso, papà!» Il padre del ragazzo rimase senza parole, ma lo fu ancora di più quando il figlio replicò: «Grazie papà per avermi mostrato quanto poveri noi siamo» 

Mai come in questo momento di crisi sentiamo persone lamentarsi della propria situazione finanziaria e sociale, è vero che in questo periodo di crisi ne sono coinvolti anche i figli di Dio, del resto non ci dobbiamo stupire di questo in quanto la Parola di Dio afferma che «Poiché egli (Dio) fa levare il sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (Matteo 5 verso 45), non dobbiamo però, mai dimenticare che la benigna mano del Signore sarà sempre appoggiata in favore di coloro che confidano con fede in Lui. Impegniamoci a dipendere di più e a lamentarci di meno, impariamo anche ad apprezzare le cose che abbiamo, e vedere ogni cosa nella giusta ottica di figli di Dio, perché solo così potrà cambiare la prospettiva del nostro stile di vita in relazione a tutte le benedizioni che riceviamo ogni giorno. Signore aiutaci ad esserTi riconoscente per tutte le cose che abbiamo dalla Tua mano.

NON SPRECARE LA VERA RICCHEZZA

«Vuoi fissare lo sguardo su ciò che scompare? Poiché la ricchezza si fa delle ali, come l’aquila che vola verso il cielo» (Proverbi 23 vero 5) 

Molti anni fa in Sud Africa, un uomo vendette la sua fattoria per trascorrere le sue giornate alla ricerca di diamanti. Immerso nel sogno di diventare un uomo ricco, alla fine la sua salute e le sue risorse si esaurirono, rimase povero e disperato. L’uomo che comprò la sua fattoria, un giorno, notò una pietra insolita sulle rive del torrente che attraversava la sua tenuta. Un passante esaminò la pietra e affermò che senza ombra di dubbio era un diamante. Il discreto contadino, allora la fece analizzare da un esperto di pietre preziose, che confermò che la pietra era uno dei diamanti più grandi e più belli mai trovati. Continuando a cercare, il contadino, raccolse molte altre pietre simili. In effetti la zona dove sorgeva la fattoria, era piena di pietre preziose. La fattoria che il cercatore di preziosi vendé, finì per essere uno dei più grandi giacimenti al mondo di diamanti.

Caro lettore, cercare disperatamente la ricchezza per cambiare la propria vita, può trasformarsi nella beffa più grande che esista. Ma c’è una grande ricchezza che è molto vicina a te la sola che può cambiare completamente la tua vita sia qui sulla terra che nell'eternità, ed è accettare la salvezza offertaci da Gesù Cristo sulla croce! Non sprecare altro tempo cercando altrove, Cristo è la ricchezza di cui ha bisogno il tuo cuore. Invita oggi Gesù ad entrare nella tua vita e permettiGli di perdonare i tuoi peccati e realizzerai quanto bene è in grado di fare all'anima tua.

NON MORIRE PER LE TUE CONVINZIONI

«Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura» (Giovanni 10 verso 9) 

In una nazione in guerra, ci fu un re che provocava terrore: ogni volta che catturava prigionieri non li uccideva, ma li portava in una stanza dove vi erano un gruppo di arcieri da una parte e un enorme cancello di ferro dall'altra. In questa stanza il re gli faceva formare un cerchio e diceva loro: “Puoi scegliere se morire tra le frecce dei miei arcieri o attraversare quella porta misteriosa”. Tutti sceglievano di essere uccisi dagli arcieri, per paura dell’ignoto nell'aprire quella porta. Alla fine della guerra, un saldato che per lungo tempo aveva prestato servizio al re disse: Signore, posso farle una domanda? Cosa c’è dietro a quell'orribile porta di ferro? Vai a vedere tu stesso” rispose il re. Il soldato allora, con molto tremore, aprì quella porta oramai arrugginita dal tempo e come l’aprì scoprì che la porta dava su un sentiero che portava alla libertà. Il soldato ammirato guardò il re senza riuscire a proferire parola pensando a tutte quelle persone morte che pur di non scegliere di aprire quella porta poiché ignota, preferì morire sotto i colpi delle frecce. Il re rispose: “Ho dato a loro la scelta, ma hanno preferito morire piuttosto che rischiare di aprire quella porta”. 

Quante porte non apriamo per paura? Quante volte perdiamo la nostra libertà e moriamo dentro, solo perché abbiamo paura di aprire la porta dei nostri sogni o dei nostri obbiettivi? In tanti non aprono la porta della Verità della Bibbia perché convinti della loro religione? Forse anche tu, a causa delle tue paure ti ostini a percorrere una via che non ti sta di certo conducendo a Dio. Prendi oggi la più coraggiosa decisione! Quella di aprire la porta del tuo cuore a Gesù per vivere in vittoria e libertà! Non esitare Gesù è alla porta del tuo cuore … APRILA’ non morire per le tue convinzioni.

CONTINUERAI A DIRE DI NO A DIO?

«Ecco, la mano dell’Eterno non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire» (Isaia 59 verso 1) 

Durante un’inondazione un uomo cercò di salvarsi salendo su un campanile completamente isolato. Restò lì tutta la mattina e solamente nel tardo pomeriggio finalmente arrivò una barca. Gli uomini della barca gridarono: “Scendi che siamo venuti a salvarti” Ma l’uomo esclamo” No! Ho fede in Dio e sono sicuro che Lui mi salverà!” “Sei sicuro!” gridarono dalla barca ma l’uomo deciso confermò che se ne potevano andare. Passò così tutta la notte e al mattino seguente arrivò un’altra barca. “Scendi, ti portiamo in salvo noi!” gridarono i soccorritori. “No, grazie non vi preoccupate, ho molta fede e sono sicuro che Dio mi salverà!” e la barca si allontanò. Nel pomeriggio fu visto da un elicottero, che gli lanciò prontamente una corda per cui aggrapparsi. “No, grazie” rispose l’uomo “Ho fede che Dio verrà salvarmi!” Quella notte stessa, l’uomo morì annegato per il salire del livello dell’acqua. Arrivato in cielo disse a Dio: Signore perché non mi hai aiutato?” Dio rispose: “Ti ho mandato due barche ed un elicottero”

 Davanti a questa storiella carina, ci rendiamo conto che questa assomiglia esattamente al comportamento degli uomini davanti alla predicazione dell’Evangelo. Quante volte viene ci viene risposto: “No, grazie io ho la mia religione … Mi hanno insegnato di fare così … io non cambio sono convinto/a della mia religione … L’uomo vuole decidere lui il modo in cui il Signore deve operare e salvarci, pretendendo da Dio un certo tipo di risposte sulla base delle nostre convinzioni religiose.  Questo sito è oggi come quella barca o quel elicottero che può portarti in salvo, facendoti conoscere l’amore di Dio per la tua vita: continuerai a dire di no a Dio?

HO BISOGNO DI TE

«Egli non triterà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfare la giustizia» (Matteo 12 verso 20)

In un magnifico giardino cresceva una pianta di bambù molto bello e rigoglioso. Il Signore del giardino lo amava più di tutti gli altri alberi. Anno dopo anno, Il bambù cresceva e si faceva robusto e bello. Il bambù sapeva bene che il Signore lo amava e ne era felice. Un giorno, il Signore si avvicinò alla sua amata pianta e gli disse: "Caro bambù, ho bisogno di te". La magnifica pianta sentì che era venuto il momento di dimostra lo scopo per cui era stata creata e disse, con grande gioia: "Signore, sono pronto. Fa' di me l'uso che vuoi". La voce del Signore era decisa: "Per usarti devo abbatterti!" Il bambù si spaventò: "Abbattermi, Signore? Io, la più bella pianta del tuo giardino? No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma per favore, non abbattermi". "Mio caro, bambù", continuò il Signore, "se non posso abbatterti, non posso usarti". Il giardino piombò in un profondo silenzio. Anche il vento smise di soffiare. Lentamente il bambù chinò la sua magnifica chioma e sussurrò: "Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, allora abbattimi pure". "Mio caro bambù", disse ancora il Signore, "non solo devo abbatterti, ma anche tagliarti i rami e le foglie". "Mio Signore, abbi pietà. Distruggi la mia bellezza, ma lasciami i rami e le foglie almeno!". Il sole nascose il suo volto, una farfalla inorridita dal dialogo volò via. Tremando, il bambù disse fiocamente: "Signore, va bene, tagliali". Ma il Signore proseguì: "Mio caro bambù, devo farti ancora di più. Devo spaccarti in due e svuotare il tuo interno. Se non posso fare questo, non posso usarti".

Il bambù abbassò la sua chiamo fino a toccare terra e con un filo di voce, mormorò: "Signore, spaccami allora e strappa ciò che c’è al mio interno". Così il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami e le foglie, lo spaccò in due e gli lo svuotò l’interno. Poi lo portò dove sgorgava una fonte di acqua fresca, vicino ai suoi campi che soffrivano per la siccità. Delicatamente collegò alla sorgente una estremità dell'amato bambù e diresse l'altra estremità verso i campi inariditi.
La chiara, fresca, dolce acqua prese a scorrere nel corpo del bambù e raggiunse i campi. Fu piantato il riso e il raccolto fu ottimo. Così il bambù divenne una grande benedizione, anche se era stato abbattuto e distrutto. Quando era un albero stupendo, viveva solo per se stesso e si specchiava nella propria bellezza. Stroncato, ferito e sfigurato era diventato un canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.

Quante volte le circostanze della vita, le difficoltà, i rifiuti ricevuti, le delusioni, le indifferenze, si tagliano, ci spezzano, ci annientano e non capiamo, non vediamo una soluzione, un cambiamento e con un filo di vece chiediamo” Signore perché?”

Noi la chiamiamo "sofferenza". Dio la chiama "HO BISOGNO DI TE".