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UNA QUESTIONE OTTICA

«Gesù gli rispose: Tu non sai ora quello che io faccio, ma lo capirai dopo» (Giovanni 13 verso 17)  

Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi per raccogliere le offerte e un cartello con la scritta "Sono cieco, aiutatemi per favore". Un uomo che passava per quella strada, si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel cappello. Impietosito si avvicinò e chinandosi versò altre monete, poi, senza chiedere il permesso all'uomo, prese il cartello, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase. Nel pomeriggio il passante ritornò dal non vedente e notò che il cappello era pieno di monete e banconote. Il cieco riconobbe il passo dell'uomo e gli chiese se fosse stato lui ad aver riscritto sul cartello e che cosa avesse scritto. Ma l'uomo rispose: «Non ho scritto niente che non fosse vero, ho solo riscritto il tuo messaggio in maniera diversa». L'uomo sorrise e andò via senza rivelargli le parole che aveva scelto di scrivere per cambiare il messaggio. Il cieco non seppe mai che sul suo cartello c'era scritto "Oggi è primavera... e io non la posso vederla". 

Quante volte di fronte alle difficoltà della vita, siamo portati a vedere solo le nostre problematiche: forse la sofferenza della malattia che stiamo affrontando, forse il lavoro che abbiamo perso, ai contrasti e alle lotte che ogni giorno siamo chiamati a combattere senza scorgere una via d’uscita. Ma poche volte spostiamo l’ottica del nostro sguardo, considerando che ogni difficoltà affrontata, ogni battaglia sostenuta, sono in realtà delle occasioni perché Dio manifesti la Sua gloria e il suo immenso amore per noi, solo se siamo disposti a vedere in modo diverso le difficoltà di ogni giorno. Quando le cose non vanno bene nella nostra vita, cambiamo strategia e guardiamo al fatto che siamo figli di Dio e che la Sua potenza è capace di tramutare ogni cosa per il nostro bene. 

GRIDO DI SPERANZA

«Allora il cieco gridò: Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me! ...e Gesù, fermatosi, comandò che il cieco fosse condotto a Lui; e quando gli fu vicino gli domandò: che cosa vuoi che Io ti faccia?» (Luca 18 verso 18-41).

La nostra storia è ambientata nella città di Gerico, località importante della valle del Giordano ad ovest del fiume ed a ventisette chilometri circa da Gerusalemme. In questa cittadina viveva un uomo di nome Bartimeo, con un grave problema: egli era cieco.

Questa sua cecità lo portò ed essere un escluso dalla vita sociale in quanto incapace di vivere una vita normale. Sta infatti scritto che egli viveva seduto presso la strada e quivi mendicava. Che situazione tragica e senza via d'uscita: un uomo solo ed abbandonato da tutti.  Ma ecco che un giorno accadde qualcosa di straordinario. Venne a conoscenza che tra le strade della sua città stava passando Gesù. Ma come fare per raggiungerlo? Egli non vedeva e quindi l’unica cosa che gli rimaneva da fare, per attirare l'attenzione di Gesù, era quella di gridare.

Ed allora eccolo che, al massimo delle sue possibilità vocali, afferma: "Gesù, Figliuol di Davide, abbi pietà di me! ...Gesù, abbi pietà di me!” Questo suo gesto, alle orecchie di Gesù, non passò inosservato; anzi, Egli fu attratto da quel richiamo. Così Gesù si fermò e mandò a chiamare quell’uomo.

Immaginiamo per un attimo l’emozione di Bartimeo ... i suoi pensieri... il suo stupore... Gesù, il grande Messia e Figlio di Dio, era disposto a parlare personalmente con lui. Egli senz’altro aveva sentito parlare di Gesù che guariva e sanava ogni infermità, che aveva trasformato l’acqua in vino ed aveva sfamato le folle con pochi pani e pochi pesci. Bartimeo aveva ben capito che Gesù era veramente il Messia e proprio per questo egli Lo chiama col nome di "Figlio di Davide". Inoltre Bartimeo aveva in se la certezza che Gesù avrebbe potuto fare qualcosa anche per la sua vita. Ecco perché Gesù gli dice «Va la tua fede ti ha salvato» (Marco 10 verso 52). La sua richiesta di recuperare la vista ebbe esito positivo. Egli fu guarito perché ebbe FEDE (FIDUCIA) in Gesù.

Bella storia vero? Ma non solo bella per il lieto fine, ma soprattutto perché ci ricorda che «Dio è lo stesso, ieri, oggi ed in eterno» (Ebrei 13 verso 8), Egli non è cambiato ed ancora oggi può compiere un miracolo in noi. Quante situazioni drammatiche Gesù sta ancora cambiando nella vita di coloro che con fede gridano a Lui.

Non importa quale sia il problema o la situazione, rivolgiamoci a Gesù con semplicità e con fiducia. Quel Gesù che passeggiava per le strade di Gerico ora è anche al nostro fianco per udire il nostro grido, la nostra richiesta, la nostra preghiera. Egli ancora oggi, come fece con Bartimeo, sta chiedendo:                                

“CHE COSA VUOI CHE TI FACCIA?”