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Un giorno, due amici, Carlo e Giovanni si trovarono a camminare insieme nel deserto. Durante il viaggio cominciarono a discutere, e la cosa divenne così animata al punto che  Giovanni sferrò uno schiaffo a Carlo. Questa reazione così imprevista, arrecò un profondo dolore nel cuore di Carlo  che però non reagì al male subito ma si limitò a scrivere con il dito sulla sabbia: “Il mio migliore amico oggi mi ha dato uno schiaffo.” Continuarono a camminare per la stessa via, senza però proferire parola, finché trovarono un’oasi e decisero di fermarsi per riprendere fiato e fare un bagno. 

 

Con entusiasmo a causa del gran caldo si tuffarono in questo laghetto per trovare un po’ di refrigerio, quando ad un certo punto, l’irreparabile stava avvenendo: l’amico che era stato schiaffeggiato annaspava nell’acqua rischiando di annegare, ma nel momento in cui sembrava tutto finito, sentì afferrarsi da Giovanni che con forza lo portò a riva salvandogli la vita. Quando si fu ripreso, Carlo, prese una pietra e incominciò ad incidere: “Il mio migliore amico oggi mi ha salvato la vita.” Giovanni rimase molto colpito dalle razioni del suo amico, reazioni che per lui erano incomprensibili. Si fece quindi coraggio e gli domandò: “Quando ti ho ferito lo hai scritto nella sabbia, e adesso che ti ho salvato la vita lo scrivi su una pietra. Perché?” Carlo allora guardandolo profondamente negli occhi rispose: “Quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia, dove i venti del perdono possano cancellarlo. Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo sulla pietra, dove nessun vento possa cancellarlo.”

 

Chi non ha mai ricevuto delusioni e ferite? Quanto male ci hanno fatto reazioni o prese di posizione fatte da persone che stimavamo, che amavamo e che mai avremmo pensato ci potessero fare del male. E invece, ahimè con tanta disinvoltura hanno scagliato le loro sentenze arrogandosi, poi, di essere nel giusto. Ricordiamoci che come figli di Dio non ci viene chiesto di non provare dolore al male subito, ma di non ricambiare il male ricevuto. Noi siamo forti, non quando rimaniamo fermi nelle nostre convinzioni, ma forte è colui che sa ricordare il bene ricevuto e permette al vento del perdono di cancellare ogni traccia di amarezza. Qual è quindi la nostra reazione? Impariamo a scrivere le ferite nella sabbia e ma a incidere sulla pietra del nostro cuore il bene ricevuto. «Siate invece gli uni verso gli altri benigni, misericordiosi, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonati in Cristo» (Efesini 4 verso 32)

SIGNORE AIUTACI A PERDONARE  

 


 

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