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SALVATI PER FEDE O PER OPERE?

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Questa è forse la domanda più importante di tutta la teologia cristiana che è stata anche la causa di divisioni religiose Questa domanda determina una differenza fondamentale fra il Cristianesimo biblico e la maggior parte delle religioni "cristiane". La salvezza è mediante la sola fede o mediante la fede più le opere? Siamo salvati soltanto credendo in Gesù o dobbiamo credere in Gesù e fare certe cose? La domanda della sola fede o della fede più le opere è stata motivo di discussione prendendo fuori dal suo contesto, alcuni versi biblici  che sembrerebbero  in disaccordo tra di loro. Alcuni vedono una differenza fra la predicazione dell’Apostolo Paolo che predica la salvezza per sola fede, rispetto alla predicazione dell’Apostolo Giacomo che parla non solo di una salvezza per fede ma anche per opere. 

In realtà, Paolo e Giacomo non erano affatto in disaccordo. Paolo afferma dogmaticamente che la giustificazione è per sola fede: «Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti» (Efesini 2 verso 8 e 9), mentre Giacomo invece, sembra voler affermare che la giustificazione sia mediante la fede più le opere. Questo apparente dilemma viene risolto esaminando di cosa sta parlando esattamente Giacomo, il quale sta confutando la dottrina secondo cui una persona può avere fede senza produrre alcuna opera buona «Così è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta» (Giacomo 2 verso 17). Giacomo in realtà sta sottolineando che la fede genuina in Cristo, produrrà una vita cambiata e inevitabilmente delle buone opere. Giacomo non sta dicendo che la giustificazione sia mediante la fede più le opere, ma piuttosto che una persona che è davvero giustificata per fede avrà delle buone opere nella sua vita. Se una persona afferma di essere credente, ma non ha alcuna opera buona nella sua vita, allora è probabile che non abbia una fede genuina in Cristo.


Paolo dice la stessa cosa nei suoi scritti,  infatti dopo averci detto che siamo salvati per fede e non per opere, Paolo continua affermando che siamo stati salvati per fede affinché pratichiamo le buone opere come conseguenza (Efesini 2 verso 10). Giacomo e Paolo non sono in disaccordo nel loro insegnamento sulla salvezza. Essi affrontano lo stesso argomento da prospettive diverse. Paolo ha messo semplicemente in rilievo che la giustificazione è per sola fede, mentre Giacomo ha sottolineato il fatto che la fede in Cristo produce le buone opere. Ecco quindi perché davanti a Dio non servono pratiche, pellegrinaggi o penitenze per avere la salvezza eterna, perché questo vorrebbe dire sminuire il sacrificio di Cristo in croce, in quanto per avere salvezza dovrei aggiungere alla mia fede anche le mie opere. Il sacrificio di Cristo è completo ed è stato fatto una volta per sempre, quindi non c’è bisogna di aggiungere nulla per avere salvezza, se non la nostra fede nell’opera di Cristo  «E Gesù gli disse: Va’, la tua fede ti ha salvato» (Marco 10 verso 52) ed ancora: «Il carceriere menatili fuori, disse: Signori, che debbo io fare per esser salvato? Ed essi risposero: Credi nel Signor Gesù, e sarai salvato tu e la casa tua» (Atti 16 verso 30 e 31). Per fede siamo salvati e per opere dimostriamo quello che Dio ha compiuto in noi ecco perché Giacomo disse: «Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta» (Giaccomo2 verso 17)


GRAZIE PER LA VISITA E DIO TI BENEDICA

 


 

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