DIETRO LA FACCIATA

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«... ma quest’uomo, forte e coraggioso, era lebbroso» (2 Re 5 verso 1)

 

Naaman, capo dell’esercito del re di Siria, era stimato e onorato dal suo re e dal suo popolo, perché per mezzo di lui Dio li aveva resi vittoriosi. Eppure la vita di quell’uomo, per molti addirittura invidiabile, nascondeva, oltre la facciata di successo e potere, una tragedia infinita: la piaga mortale della lebbra. Sia ringraziato Dio perché nella sua casa, “per caso”, si trovò una deportata, che gli annunciò la Buona Notizia che a Samaria c’era il profeta Eliseo, che avrebbe potuto guarirlo. Così per la testimonianza di una ragazzina, l’uomo fu guarito e conquistato alla fede nel Vero Unico Dio. 

Cari amici, in maniera diretta e senza giri di parole, vogliamo domandarci quante vite e quante famiglie sono oggi nella condizione di Naaman? Un’apparenza di solidità e felicità che invece nasconde sofferenze e disagi inconfessati, ben camuffati da ipocriti convenzioni sociali? Una manifesta religiosità (talvolta, perfino ostentata) che spesso nasconde l’amarezza dell’incredulità e della disperazione? 


La soluzione a tali tragedie è molto più semplice di quanto si possa immaginare, molto più a portata di mano di quanto si possa pensare: un semplice Annuncio, una Persona speciale. È l’Evangelo di Gesù Cristo, di Dio che si è fatto uomo, che si è caricato dei nostri peccati e delle nostre infermità, morendo sulla croce per la nostra redenzione. La Buona Notizia che Egli, essendo risorto, ancora oggi, vuole ed è in grado di manifestare la Sua grazia in favore di quanti Lo cercano con fede. 


Se, dietro la facciata, stai vivendo tragedie che nessuno conosce o capisce, cui nessuno è interessato... perché non invochi, proprio adesso, il Nome di Gesù? Sì, perché... «Chiunque crede in lui non sarà deluso... Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato» (Romani 10 verso 13)



 

 



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Un giorno un uomo stava percorrendo con la sua auto le vie di una città a lui sconosciuta e non riusciva a trovare un certo indirizzo. Fermatosi, chiese ad un passante come arrivarci. Questo incominciò a dare dei punti di riferimento di strade ed incroci, ma poi alla fine si arrese ed affermò “mi dispiace, credo che da qui non possa proprio arrivare in quella via, deve tornare indietro e trovare un’altra strada”.