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NON HO NESSUNO CON CUI PARLARE

 


 

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Spesso le persone ci manadano mail dove ci dicono: “Non ho nessuno con cui parlare, nessuno con cui condividere il mio peso, nessuno ha il tempo di ascoltare il mio grido. Ho bisogno di qualcuno a cui aprire il mio cuore”.


Questo stato d’animo è un sentimento che tanti provano, non vi è solitudine più grande come quella di sentirsi soli accanto alle persone. Tanti si rifugiano sei social network, cercando di instaurare un dialogo anche se pur virtuale, ma che non ci aiuterà mai a sfuggire alla realtà del nostro bisogno profondo.  Anche nella Bibbia troviamo personaggi che hanno provato questo stato d’animo. Il re Davide era circondato da persone. Era sposato ed aveva molti compagni al suo fianco. Eppure sentiamo lo stesso grido da lui: “A chi andrò?”. 

 

Ma Davide aveva trovato a chi ricorrere, a chi andare per essere capiti ed ascoltalo, infatti esortava il popolo di Dio a fare ugualmente: «Confida in lui continuamente, o popolo, effondi il tuo cuore davanti a lui: DIO è il nostro rifugio” (Salmo 62:8). Scriveva inoltre nel Salmo 142: «Io grido con la mia voce al Signore; con la mia voce supplico il Signore. Sfogo il mio pianto davanti a lui, espongo davanti a lui la mia tribolazione. Quando lo spirito mio è abbattuto in me, tu conosci il mio sentiero. Sulla via per la quale io cammino, essi hanno teso un laccio per me. Guarda alla mia destra e vedi; non c’è nessuno che mi riconosca. Ogni rifugio mi è venuto a mancare; nessuno si prende cura dell’anima mia. Io grido a te, o Signore. Io dico: Tu sei il mio rifugio, la mia parte nella terra dei viventi» (Salmo 142 verso 1 a 5). È nella nostra stessa natura voler un altro essere umano, con un volto, degli occhi e delle orecchie, che ci ascolti e ci dia consigli. Anche Giobbe fu sopraffatto dalle sue prove, gridò con dolore: «Oh, se qualcuno mi ascoltasse!» (Giobbe 31 verso 35). Pronunciò questo grido mentre sedeva di fronte ai suoi cosiddetti amici. Quegli amici non avevano alcuna simpatia per i suoi problemi; infatti, erano stati messaggeri di disperazione. Giobbe si rivolse soltanto al Signore: «Ecco, il mio testimone è in cielo, e il mio garante è in alto… I miei occhi versano lacrime davanti a Dio» (Giobbe 16 verso 19 e 20).


Credo profondamente, che questo sia un invito rivolto a te da parte dello Spirito Santo a trovare un posto segreto in cui riversare frequentemente la tua anima davanti al Signore. Davide poteva affermare: «Confida in lui in ogni tempo, o popolo; apri il tuo cuore in sua presenza; Dio è il nostro rifugio» (Salmo 62 verso 8) Egli “apriva il suo cuore” e lo stesso puoi fare anche tu. A Gesù puoi dire tutto – i tuoi problemi, le tue prove attuali, la tua situazione economica, la tua salute – e dirgli quanto sei oppresso, e persino quanto sei scoraggiato. Ti ascolterà con amore e non disprezzerà il tuo grido. Dio rispose a Davide. Rispose a Giobbe, e per secoli ha risposto al grido del cuore di chiunque ha confidato nelle sue promesse. Ha promesso di ascoltare anche te e di guidarti. Ha giurato di essere la tua forza, perciò puoi andare a lui e uscirne rinnovato. 

GRAZIE PER LA VISITA E DIO TI BENEDICA

 


 

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